Lo strumento, frutto di anni di studi e analisi, fornisce la mappatura dei rischi idrogeologici del territorio
Conoscere il territorio, le sue eventuali insidie per garantire la protezione dello stesso e delle persone che lo abitano. E’ questo l’obiettivo della Carta di sintesi delle pericolosità, approvata stamani dalla giunta provinciale, al termine di un lungo iter di studio e di valutazione. In particolare, la Carta di sintesi raccoglie le diverse Carte della pericolosità, in cui vengono segnalate tutte le informazioni relative ai pericoli connessi a fenomeni idrogeologici, valanghivi, alluvionali, sismici o di altra natura relativi al territorio trentino. Si tratta quindi di uno straordinario strumento di unificazione e armonizzazione delle diverse discipline tecniche, così da permettere la classificazione dell’instabilità del territorio e fornire un quadro di riferimento organico per l’attività di pianificazione urbanistica e di protezione civile. La Carta di sintesi della pericolosità - adottata oggi dall'esecutivo con l’approvazione di una serie di delibere tra loro collegate - comprende anche il primo aggiornamento dello stralcio relativo al territorio del Comune di Trento, del Comune di Caldonazzo e dei Comuni di Aldeno, Cimone, Garniga Terme nonché al territorio dei Comuni compresi nella Comunità Rotaliana-Königsberg.
Particolare attenzione viene presentata in situazioni come questa, caratterizzata da forti precipitazioni concentrate in determinate zone, al livello dei torrenti e dei fiumi che attraversano il nostro territorio ed agli equilibri con la situazione idrografica dei territori confinanti.
Il monitoraggio viene seguito in tempo reale dalla Sala di Piena della protezione civile provinciale. La situazione al momento è sotto controllo. Si sta monitorando l’andamento del livello del fiume Adige che alle 22.45 misurava 4.77 metri a Trento.
Nelle prossime ore non si prevedono problemi secondo la Protezione civile della Provincia autonoma di Trento che è rimasta costantemente in contatto anche con la Provincia di Verona oltre che con l’Alto Adige e con la Lombardia.
Rimarrà aperto per tutta la notte il servizio di piena sul fiume Adige mentre questo pomeriggio è stato chiuso quello relativo al fiume Sarca: qui i livelli idrometrici sono scesi infatti sotto il limite di guardia dopo che il fiume, verso le ore 12, aveva ha raggiunto a Ponte del Gobbo 2,78 metri.
Nei primi giorni di agosto sono stati ultimati, nel territorio comunale di Storo, i lavori di sistemazione idraulica del rio Fontana Bianca. Il nome di questo corso d’acqua – iscritto nell'Elenco provinciale delle acque pubbliche con il n. 2407 – deriva dalla suggestiva cascata generata dalle acque del rio nel superamento dei salti rocciosi che le congiungono al fondovalle del Chiese.
Circa duecento metri più valle della cascata, il rio attraversava – prima di questi lavori – la strada provinciale che collega Storo e Bondone (SP 69) in corrispondenza di un piccolo ponte ad arco. Unitamente alla significativa capacità di trasporto solido del rio Fontana Bianca, l’insufficienza idraulica di questo e di altri due attraversamenti (uno privato, l’altro comunale, su via Roversella) ha costituito negli anni trascorsi la principale causa di frequenti esondazioni, con “inghiaiamenti” della carreggiata e relativi rischi per la circolazione stradale.
Ultimati i lavori urgenti di sistemazione del torrente Cismon nei Comuni di Mezzano ed Imer. Questo tratto del torrente è stato molto colpito dal passaggio della tempesta VAIA nell’ottobre 2018. Il territorio del Primiero infatti ha registrato piogge cumulate davvero importanti in occasione della tempesta con un picco di oltre 600 mm in tre giorni alla stazione di Passo Cereda. Alla stazione idrometrica sul torrente Cismon (Ufficio Dighe PAT) sono stati misurati livelli idrometrici di quasi 3 m in occasione del secondo picco di piena passato nella notte tra il 29 ed il 30 ottobre; si tratta dei livelli più alti misurati dalla stazione dal 1993.
Iniziati nel 2020 i lavori di sistemazione idraulica del rio Lagorai nella zona valliva e prossima alla confluenza con il torrente Avisio, nell'autunno del 2018 il bacino del rio Lagorai si è attivato trasportando verso valle una notevole quantità di materiale detritico ed erodendo le sponde.
In seguito alla colata detritica che giovedì scorso 30 luglio ha interessato il rio Taviela in Val di Pejo il Servizio Bacini montani, in collaborazione con i Vigili del fuoco volontari di Pejo, è intervenuto con urgenza per riaprire la viabilità verso il lago di Pian Palù interrotta dal deposito del materiale veicolato verso valle dal torrente, e ripristinare le sezioni di deflusso. Con il supporto specialistico del Nucleo Elicotteri della Provincia autonoma di Trento, si è provveduto inoltre ad effettuare un volo per verificare le condizioni alla testata del bacino e un rilievo fotogrammetrico del conoide con drone.
Nessuna persona coinvolta, migliaia di metri cubi di fango, roccia e alberi trasportati in un lungo striscione di detriti lungo la Val Taviela. E’ il risultato di un forte temporale che si è abbattuto tra le 19 e le 19.30 nella località della zona di Pejo dove si trova qualche decina di turisti, per fortuna non coinvolti dalla colata. A darne notizia è il Dipartimento alla protezione civile della Provincia che sta presidiando la zona ed ha effettuato un sopralluogo aereo con tecnici del Servizio geologico e del Servizio bacini montani. Sul posto anche alcuni Corpi di vigili del fuoco volontari.
l torrente Duìna (localmente "La Duìna") confluisce nel fiume Sarca presso Ponte Arche, dove nel 1932 esistevano solo una decina di opifici, costruiti a debita distanza dal torrente e alimentati per via indiretta dalle sue acque. La successiva espansione urbanistica ha interessato persino le vecchie golene del torrente, aggravando i rischi alluvionali sull'abitato di Ponte Arche e rendendo indispensabile una miriade d’interventi di sistemazione idraulica e forestale in tutto l’ampio (oltre 80 kmq) bacino idrografico.
Durante il corso degli anni 2019-2020 il Servizio Bacini montani è stato impegnato nella sistemazione di diversi tratti del torrente Grigno in Val Malene. Qui, durante la Tempesta "Vaia", la furia del torrente ha asportato interi tratti di strade forestali e scoperto le fondazioni dello storico muraglione spondale situato poco a monte del ponte della strada provinciale n. 78 che da Pieve Tesino conduce a Castello Tesino. In altri tratti, invece, il torrente ha depositato ingenti quantità di materiale, sia vegetale sia detriti.
L'evento Vaia di fine 2018 seppur abbia interessato solo marginalmente il trentino meridionale ha comunque colpito duramente le valli del torrente Leno attivando numerosi collettori e l'asta principale. Le maggiori criticità si sono riscontrate in corrispondenza degli attraversamenti con la viabilità provinciale dove le opere presenti sono state considerevolmente danneggiate.