Analisi in scala del moto di piena del torrente Palvico a valle di Storo

02/02/2026 - Il Servizio Bacini montani – Ufficio di Zona 1 – sta portando avanti una sinergia con il Dipartimento di Ingegneria Civile Ambientale e Meccanica dell’Università di Trento per la modellazione in scala presso il loro laboratorio di idraulica dei profili di moto instauratisi sul torrente Palvico a valle di Storo presso il ponte dei Bersaglieri nella notte tra il 30 e 31 ottobre 2023, a seguito di un intenso evento meteorologico.

La presenza dell’impalcato del ponte e la peculiare forma dell’imbocco dell’alveo artificiale (cunettone) posto immediatamente a monte ha portato alla formazione di una triplice onda che ha provocato un’esondazione localizzata controllata dal pronto intervento dei Vigili del fuoco locali.

Il fenomeno appare di complessità tale da non poter essere compiutamente analizzato con i consueti strumenti di simulazione numerica.

Per tale motivo è parso opportuno richiedere la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica dell'Università degli Studi di Trento, il quale nell’ambito di una tesi di laurea magistrale ospita oggi presso il proprio laboratorio di idraulica un modello in scala  1:15 del torrente Palvico, appositamente realizzato sul posto dalle maestranze del Servizio Bacini montani con i tecnici del laboratorio stesso.

Lo scopo del modello è verificare l’instaurarsi della medesima tipologia di fenomeno osservato nel caso reale e ipotizzare le modifiche all’alveo necessarie per smorzarlo od eliminarlo migliorando così le condizioni di deflusso sotto il ponte dei Bersaglieri.

Alla data odierna le simulazioni sullo “stato attuale” sono state implementate con successo, permettendo di riprodurre in modo soddisfacente il fenomeno osservato. Sono state inoltre indagate alcune semplici modifiche “progettuali” al fine di verificarne l’efficacia.

Sono in programma ulteriori affinamenti per la verifica di una idonea configurazione di progetto, che poi verrà applicata alla “scala reale” dai medesimi operai del Servizio Bacini montani che hanno costruito il modello.

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